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Alcuni mesi fà: «Gli agenti hanno fatto del loro meglio - dice il questore Elio Graziano -. Le percosse? La procura ha fatto sapere che l' autopsia le ha escluse come causa di morte. Volevamo solo impedirgli di farsi del male».
In uno stato come l'Italia, dove l'illegalità è diffusa da chi le leggi le fà,le prove vengono occultate da chi le dovrebbe far emergere.
Se non vi ricordate chi è Federico Aldrovandi,
cliccate qui.
Il 20 giugno era stata fissata l'udienza preliminare in relazione al procedimento penale nei confronti di:Forlani Paolo, Segatto Monica, Pontani Enzo, Pollastri Luca;
i 4 agenti di polizia, accusati di aver "cagionato o comunque concorso a cagionare il decesso di Federico Aldrovandi "
Ma ieri, emergono nuovi fatti: in questura, il capo della mobile Pietro Scroccarello, ha avuto accesso per la prima volta ad alcuni documenti, come il registro delle chiamate del 113 di quella notte o il foglio d'intervento delle pattuglie, dove rileva delle dirrerenze sostanziali con i documenti finora utilizzati.
In particolare: nei fogli di intervento non vennero segnalate alcune telefonate che i poliziotti effettuarono quella sera durante l'accaduto e che sono misteriosamente scomparse dai tabulati resi pubblici.Vengono inoltre trovati in un frigorifero del Gabinetto di Polizia Scientifica reperti di sostanza ematica di Federico.E per finire non torna ne l'orario della prima chiamata di segnalazione ne il luogo preciso della collutazione.
I dettagli li potete leggere sul blog della madre.
Tutto questo a più di un anno di distanza.Legittimamente sorgono dubbi sull'integrità delle indagini compiute fino ad ora.
Le forze dell'ordine, il braccio del potere, in un paese dove il potere è maligno sono naturalmente maligne.
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